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Armando Spataro procuratore della Repubblica aggiunto presso il tribunale di Milano, coordinatore nel settore antiterrorismo e dirigente nazionale dell' ANM.
Entra in magistratura nel 1975 e l'anno successivo è Sostituto Procuratore alla Procura della Repubblica di Milano dove ha svolto tutta la sua carriera occupandosi prima di sequestri di persona e poi di terrorismo di sinistra coordinando tutte le inchieste milanesi fino al 1989.
Successivamente si è occupato di criminalità organizzata, traffico internazionale di stupefacenti, partecipa alla
Direzione Distrettuale Antimafia dal 1991 al 1998 dove si occupa di 'ndrangheta e mafia siciliana. Dopo le dimissioni di Antonio Di Pietro, nel 1994 partecipa al pool di "Mani Pulite".
Nel 1998 è eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura; si trasferisce a Roma fino a scadenza mandato (2002) quindi ritorna alla procura di Milano e in veste di Procuratore della Repubblica Aggiunto coordina il Dipartimento Terrorismo ed Eversione indagando su terrorismo interno ed internazionale (in particolare di quello di matrice islamica).
È autore di numerosi saggi di diritto processuale, cura commenti a testi di legge e pubblicazioni varie di carattere
scientifico-processuale. Ha pubblicato anche un'autobiografia professionale, Ne valeva la pena.
Storie di terrorismi e mafie, di segreti di Stato e di giustizia offesa (Ed. Laterza, 2010)
per cui riceve il premio Capalbio. Nucleo centrale del libro è la vicenda che ha avuto come vittima Abu Omar (2003)
e che ha visto agenti della Cia agire con la collaborazione del Sismi.
L'opposizione del segreto di Stato da parte dei governi Prodi e Berlusconi è occasione di riflessione
sui rapporti tra politica e magistratura e sulla violazione dei diritti umani con il pretesto della sicurezza.
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