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Ilaria Cavo inizia la sua carriera di giornalista televisiva con l'emittente locale genovese Primo Canale.
Diventa esperta di cronaca nera, distinguendosi per i suoi servizi sui fatti accaduti a Genova durante il G8.
Indimenticabili le sue dirette sui quei drammatici fatti. Riceve la conferma delle sue indubbie doti di giornalista di cronaca aggiuicandosi il premio "Saint Vincent".
Viene notata da Buno Vespa che la chiama a far parte dello staff di “Porta a porta”. Attualmente è inviata delTg5.
È autrice di "Diciassette omicidi per caso" (ed. Mondadori), storia del serial killer Donato Bilancia, che le ha rilasciato una lunga intervista in esclusiva.
Con la collaborazione del pubblico ministero Enrico Zucca, che aveva coordinato le indagini in seguito alle quali Bilancia era stato arrestato,
ricostruisce questa drammatica sequenza di assassini intrecciando le parole del serial killer con quelle del magistrato.
Dopo aver seguito per conto di "Porta a Porta" il caso Cogne, scrive "La chiamavano bimba", un profilo di Anna Maria Franzoni
fatto sulla base di racconti e testimonianze di persone molto vicine alla madre di Samuele, il bimbo ucciso, del cui omicidio viene accusata.
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